L’Emilia siamo Noi

L’accusa che viene spesso mossa al Parma è che abbia una piazza fredda, una tifoseria non all’altezza, troppi pochi sostenitori ed un pubblico troppo borghese.
Evidentemente chi dice ciò non era presente domenica alla trasferta di Reggio Emilia, dove il Parma ha battuto il Sassuolo per 1 a 0 .
Stando a fianco, ommeglio in mezzo ai sostenitori crociati (perché è impossibile non farsi coinvolgere dal loro entusiasmo), ci è stato possibile farci un’idea di quanta passione mettano i supporter per sostenere la propria squadra e di quanto questa gente, la nostra gente, sia determinante per il buon esito dei match. La giornata dei Boys, degli ultrà, ma anche dei tanti tifosi gialloblu che hanno risposto all’appello reggiano inizia presto: alle 10 del mattino in stazione.
Alle 10:20 già più di 500 persone sono radunate davanti alla biglietteria. Partono subito i cori e l’entusiasmo è talmente alle stelle che chiunque può far partire la festa attaccando un motivo da stadio.
I carabinieri intanto si godono lo spettacolo, sembrano loro gli spettatori, ed è giusto che sia così perché i crociati non creano problemi: ridono, scherzano, sbandierano e cantano, ma soprattutto aspettano.
Il treno designato per raggiungere Reggio è quello delle 11:36, ed è ovviamente in ritardo.
Quando la motrice si avvicina, le bandiere sono sempre di più, più visibili ed in movimento, tanto che il macchinista saluta con i fischi del mezzo il grande assembramento gialloblù in attesa sui binari.
Le quattro carrozze anteriori riservate ai supporter ducali vengono presto riempite; l’aria è satura d’entusiasmo e della nebbia causata da qualche fumogeno, ma va bene così: sono posti fuori dal finestrino e sono gialloblù!
Mentre ci si avvicina a Reggio in molti si chiedono se riceveranno un’accoglienza ‘particolare’ da parte dei granata. Giunti in stazione ci si accorge però che gli unici ad attendere i crociati sono i poliziotti e le forze dell’ordine.
“Venite fuori!” Grida qualcuno, ma niente, si sospetta che reggiani si siano estinti. Poco male…
Il viaggio in pullman verso lo stadio non è tra i migliori: le vetture sono state caricate all’inverosimile e per qualche strano motivo invece di procederà direttamente  verso la destinazione i carabinieri decidono di scortare il convoglio in una lunga ed interminabile manovra avvolgente prima di arrivare alla meta.
E nel mentre, cosa fanno i crociati? Cantano! Sbandierano fuori dei finestrini e cercano con lo sguardo qualche sciarpa granata, va bene anche neroverde, ma niente. “Sembra la Polonia!” – gridano scherzosamente dal fondo al mezzo – ed è vero: una desolazione assoluta. Sarà sicuramente a causa del meteo…
Giunti al vecchio stadio Giglio c’è il tempo per un panino ed una birretta prima di entrare al Mapei stadium, prima di diventare i padroni del Mapei stadium.
È infatti questa la cosa più bella della giornata gialloblù: il dominio sul campo e sugli spalti dei crociati. I parmigiani giunti a Reggio saranno più di 2000, forse 3000 e senza contare i sostenitori gialloblù presenti in tribuna. Quelli del Sassuolo invece, beh, forse è meglio sorvolare per non infierire. Passano nemmeno 40” dall’inizio del match e Parolo segna sotto la curva ed esulta con questa, come aveva sognato. Per alcuni istanti sembra di essere a Bergamo e di assistere alla tipica corsa giù dai gradini della tifoseria della dea in occasione della rete della loro squadra. Non poteva esserci modo migliore per iniziare la partita ed i crociati lo sanno, ed iniziano a cantare. Riprendono, in verità.
Dalle 15 alle 16:50, ora in cui termina la gara, nonostante il freddo, i crociati sostengono ininterrottamente  la propria squadra cantando a squarciagola. Cantano, cantano e cantano.
La fine dell’incontro è un giubilio: Amauri, Lucarelli, Parolo, Paletta, Mirante, Cassani e compagni vengono a festeggiare sotto la curva che gli ricambia con cori personali e di squadra. L’attaccante brasiliano e l’autore del gol vittoria rimangono a petto nudo pur di lanciare la maglia ai propri sostenitori, non sentono i 5° di Reggio, e questo solo grazie al calore dei propri tifosi. E poi dicono che Parma abbia una piazza fredda!
Sì torna sul pullman, si riprende il treno, si torna a casa; vincenti, vittoriosi, esultanti.
A sera si tirano le somme della gioranta: il ritorno dei crociati a Reggio Emilia è stato un successo, e lo sarebbe stato con qualsiasi risultato con un tifo così. Da qui alla fine del campionato mancano ancora 13 partite e 7 trasferte; da oggi al 18 maggio, il pubblico del Tardini avrà la possibilità di zittire tutti coloro che lo accusano di essere troppo esiguo e non all’altezza rispetto ad altre piazze. Domenica a Reggio l’hanno fatto, e alla grande, e sono sicuro che lo faranno anche nelle prossime settimane. Su questo ci si può scommettere.
Grande Parma, grandi crociati.
(Tratto dal mattino di parma)

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